Flatulenza e meteorismo.

 

La frequenza con la quale i Pazienti lamentano questi disturbi è impressionante. Nella mia pratica quotidiana, l’80/90%, di coloro che vengono a farsi visitare, lamenta questo fastidio, considerando sia quelli che lo evidenziano come disturbo primario, che quelli che lo descrivono come sintomo “di accompagno”.

 

Le statistiche ci dicono che la Sindrome dell’Intestino irritabile colpisce fino al 20% della popolazione generale degli Stati Uniti d’America, con una prevalenza maggiore nelle aree industrializzate. La percentuale arriva al 43% in Brasile e al 46% in Messico, mentre le nazioni con minore incidenza sono il Giappone e l’India. Questa patologia ha una prevalenza all’incirca doppia nelle donne. Devo ricordare, tuttavia, che il meteorismo e la flatulenza possono presentarsi come disturbi a sè stanti, rispetto alla sindrome dell’intestino irritabile, della quale possono far parte.

 

Detto questo, bisognerebbe fare un po’ di chiarezza sulla terminologia.

 

Con flatulenza s’indica l’emissione dei gas dall’ano, dal vocabolo latino flatus, che vuol dire soffio. Questo disturbo è vissuto come conseguente ad un’eccessiva (o percepita come tale) produzione di gas intestinali, accompagnata e risolta dalla loro emissione per via rettale. Quindi, la flatulenza, più che un disturbo, è la sua soluzione, ed il fastidio è legato all’imbarazzo sociale che ne deriva. 

 

A volta trattenere l’emissione dei gas non è possibile … 

 

Il meteorismo (meteorismus intestinalis) è un termine medico che deriva dal greco meteoros, che significa sollevare, stare sopra l’aria, da meta sopra e aeros aria, ed indica un accumulo di gas, che tende a risalire nel tratto gastro-intestinale. 

 

A volte non è facile stabilire la provenienza dell’aria

 

 

Un gruppo di Ricercatori Europei ha messo a punto, di recente, un questionario per quantificare i sintomi da gas intestinale e l’impatto sulla vita quotidiana.

Questo “International Gas Questionnaire (IGQ)” valuta i principali sintomi intestinali che sono: il gonfiore, la distensione, la flatulenza, il cattivo odore, la difficoltà di espellere i gas, i borborigmi, le eruttazioni, l’alito cattivo e il movimento addominale.

 

Sono stati poi considerati i disagi, derivati da questi sintomi, nell’affrontare la vita quotidiana, quali i problemi su come vestirsi, lo stato emotivo che ne deriva, l’aspetto fisico, l’attenzione alla dieta, le interferenze con la vita sociale e con il lavoro, l’attività fisica, le relazioni interpersonali, la vita sessuale, il sonno e la funzione cognitiva.

 

Questi sintomi, con un relativo punteggio, sono utilizzabili sia in pazienti affetti da sindrome dell’intestino irritabile, sia nella popolazione generale. Lo sviluppo del questionario ha richiesto una fase iniziale di raccolta dati dalla letteratura scientifica, da interviste con specialisti Gastroenterologi e da incontri con Pazienti, affetti da sindrome correlata ai gas (Gas Related Syndrome), affetti o meno da sindrome dell’intestino irritabile (Irritable Bowel Syndrome). Ciò è servito a identificare i sintomi primari e i sintomi secondari suesposti. Il questionario potrebbe essere uno strumento importante per indagini epidemiologiche e studi clinici, finalizzati allo sviluppo di nuovi trattamenti per questi sintomi.

 

Occorre però ricordare che il meteorismo può essere legato ad una condizione patologica, che va indagata ed esclusa. Le patologie gastroenteriche che possono dare, come sintomo secondario, il gonfiore addominale, sono molte, e soprattutto sono quelle di tipo infiammatorio. Quindi, le coliti infettive, quelle ulcerative ed anche quelle aspecifiche. Le patologie peptiche del tratto digestivo superiore, come le ulcere dello stomaco e del duodeno, o semplicemente le gastriti, le esofagiti e la malattia da reflusso gastrico, hanno, come caratteristica comune, una marcata aerofagia ed un eccesso di gas reale o percepito. I disturbi epatici, legati ad una insufficiente coleresi, le calcolosi delle vie biliari e le insufficienze pancreatiche di grado lieve comportano la medesima problematica. Le intolleranze alimentari, come quella al lattosio, al glutine e le parassitosi vengono accomunate a questo sintomo. Patologie ginecologiche ed urinarie manifestano spesso lo stesso fastidio.

 

Quindi, solo dopo aver fatto una precisa diagnosi ed avere escluso, con gli opportuni accertamenti, tutte queste patologie, si può parlare di meteorismo funzionale, che è la sensazione, reale o percepita, di un’abnorme distensione dell’addome, dovuta all’eccessiva presenza dei gas intestinali. Questi sono normalmente presenti nel nostro intestino e sono l’azoto, l’ossigeno, l’idrogeno, il monossido di carbonio e il metano, in una quantità totale di 100/150 ml. La reale eccedenza di questi gas, o la percezione di ciò, è dovuta spesso ad una dismotilità enterica e può accompagnarsi a fenomeni di liberazione dagli stessi, che sono le eruttazioni e la flatulenza. Se questa liberazione non è possibile, insorgono i dolori addominali. Questo quadro clinico si accompagna, di frequente, ad alterazioni dell’alvo (diarrea e stipsi), determinandosi un quadro nosografico, definito sindrome dell’intestino irritabile.

 

L’eruttazione è causa di disagio sociale 

 

 

Con il termine generico di “pancia gonfia” i Pazienti manifestano il loro disagio, spesso non sapendo autonomamente distinguere se il disturbo riguarda la parte alta del tubo digestivo (stomaco, esofago e quindi reflusso gastrico, eruttazione) o la parte bassa (meteorismo colico, flatulenza). La prima cosa che deve fare il Gastroenterologo è definire il tratto intestinale interessato e indagare per escludere patologie organiche, che sottendano il disturbo.

 

Ne consegue alitosi 

 

Tornando al discorso dell’incidenza nella popolazione generale, il meteorismo e la flatulenza di natura funzionale sono, in percentuale, di gran lunga superiori alle manifestazioni di questo tipo, dovute ad una causa organica.

 

I disturbi funzionali, che prevedono il meteorismo e la flatulenza, vengono oggi definiti come sindrome dell’intestino irritabile, a componente stitica, diarroica o mista. Spesso, questi disturbi si associano a situazioni emotive e di stress psico-fisico, con maggiore rilascio di catecolamine, ipersensibilità algica viscerale e dolore neuropatico o funzionale, con alterazioni motorie.

 

Il discorso diventa complesso, perché il Sistema Nervoso Enterico (SNE) produce il neurotrasmettitore serotonina, che si trova anche nel Sistema Nervoso Centrale, e governa la peristalsi del colon. L’asse cervello-intestino fa sì che un’eccessiva produzione di serotonina possa determinare un transito accelerato, e quindi diarrea, mentre il contrario causa stitichezza.

 

Il sistema nervoso regola la permeabilità dei vasi sanguigni e linfatici, situati nella sottomucosa, che servono al riassorbimento dei liquidi.

Il sistema immunitario regola la produzione delle citochine, che servono a distruggere le sostanze nocive, attraverso un meccanismo che causa infiammazione.

 

Numerosi studi di fisiopatologia sulle citochine, che sono i mediatori dell’infiammazione, fra le cellule del sistema immunitario e i diversi organi e tessuti, sui neurotrasmettitori e sui centri nervosi periferici, deputati alla percezione del dolore ed alla motilità, hanno portato interessanti informazioni, finalizzate alla soluzione del problema.

 

Alcuni Pazienti ritengono di soffrire di flatulenza, ma spesso rientrano nella media di produzione di gas, che va da 0.5 a 2 litri al giorno, con una frequenza di quattordici emissioni di flati al giorno.

 

La quantità di gas presente nell’intestino è di circa 100 / 200 ml. La quantità, prodotta nella giornata, è maggiore, fino a 2.000 millilitri, e l’eccesso è espulso con il transito intestinale e l’evacuazione. I gas vengono introdotti con la deglutizione, specialmente se si ha l’abitudine di mangiare in fretta, e sono prodotti dalle reazioni biochimiche e dalla fermentazione batterica intestinale. Sono riassorbiti dalla parete intestinale, attraverso i capillari sanguigni, ed espulsi con la respirazione. Per la rimanente parte sono neutralizzati per sintesi batterica ed evacuati dall’ano. 

 

L’abitudine di mangiare in fretta peggiora il meteorismo 

 

Un’eccessiva produzione può essere causata da un eccesso di fibre alimentari e anche una maggiore durata del transito intestinale può aggravare il problema, associandolo alla costipazione.

 

L’odore sgradevole deriva dai batteri del colon, che rilasciano piccole quantità di gas contenenti zolfo. La flatulenza può rivelarsi imbarazzante per problematiche sociali e comprenderne le cause permette di trovare la terapia adatta a ridurre i sintomi, aiutando le persone a trovare sollievo. 

 

  Il cattivo odore crea imbarazzo 

 

L’intestino porta verso l’ano il materiale fecale e i gas, eliminando entrambi. Questo avviene con il movimento della peristalsi. Se il transito è rallentato, il Paziente presenterà stitichezza e formazione di sacche gassose. Oltre la peristalsi, è importante la funzione dello sfintere anale, che deve rilasciarsi in modo appropriato, per favorire il passaggio di feci e gas. 

 

 

Il fastidio del gonfiore è presente quanto si ha un’anomala distribuzione dei gas ed è più evidente quando i gas ristagnano nell’intestino tenue, che ha un diametro minore rispetto al colon. Inoltre, la sensibilità individuale di ogni Paziente è diversa, in rapporto alla quantità di gas che suscita disagio o dolore. Studi di fisiopatologia dimostrano che la medesima quantità di gas, insufflata in diversi soggetti, genera differenti sensazioni di dolore e discomfort.

 

Il trattamento di questi disturbi, meteorismo e flatulenza, che possiamo considerare associati, consiste nel trattare la patologia organica, se diagnosticata.

Nel caso si tratti di un disturbo funzionale, il Gastroenterologo dovrà impegnarsi nella soluzione del problema, oltre che con una dieta appropriata e con tisane, prescrivendo farmaci di ultima generazione, che riducano il fastidio. Procinetici, se il transito è rallentato, lassativi di massa o osmotici, se la stitichezza è concomitante, enzimi che riducano la formazione di aria, esclusione di nutrienti che risultino tossici per quel particolare Paziente, farmaci che agiscano sul sistema nervoso enterico, in caso di dismotilità e percezione anomala degli stimoli nocicettivi, fisioterapia posturale o pelvica, nel caso di dissinergie.